Il Microbotox

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Cos’è il Microbotox?

Perchè è indicato per diminuire le rughe del viso e del collo? 

Scopriamo insieme, in questo articolo, in che cosa consiste la tecnica del Microbotox per viso e collo, i test clinici del medico che l’ha sviluppata e quali sono i suoi benefici estetici. 

 

Il Microbotox: lo sviluppo della tecnica 

Microbotox è un termine coniato nel 2001, per descrivere la tecnica del Dottor Woffles T. L. Wu (leggi l’articolo originale)sviluppata nel 2000, di somministrare, tramite iniezioni multiple, intradermiche o sottocutanee, onabotulinumtoxinA diluita, nell’involucro cutaneo sovrastante lo strato superficiale dei muscoli facciali e del collo.  

L’obiettivo è di ottenere una diminuzione del sudore e dell’attività delle ghiandole sebacee in maniera da migliorare la consistenza e la lucentezza della pelle e di attenuare la mobilità dello strato superficiale del muscolo collegato alla parte inferiore del derma.   

Questa tecnica è diversa, nel concetto e nell’approccio, rispetto alle altre tecniche intradermiche che sono state pubblicate in precedenza.  

Inizialmente, la tecnica veniva chiamata Mesobotox e come metodo di somministrazione sembrava simile alla tecnica della Mesoterapia, ma in seguito si realizza che il termine non era, né sufficientemente scientifico, né riusciva ad esprimere l’estensione e la profondità delle iniezioni verso le zone di destinazione.  

Il termine “Microbotox” viene invece scelto per descrivere le piccole dosi di tossina presenti in ogni micro goccia.  

La tecnica del Microbotox è stata sviluppata dall’autore (W.T.L.W) utilizzando principalmente la tossina onabotulinica di tipo A (Botox; Allergan Farmaceutica Irlanda, Westport, County Mayo, Irlanda), e per questo motivo, sarà la tossina a cui si farà riferimento quando indicato nel testo come Botox o Microbotox. 

Microbotox si riferisce all’iniezione sistematica di multiple piccole gocce di Botox diluito (ogni 0,8 /1 cm)  nella pelle o appena sotto: nelle fibre superficiali dei muscoli facciali con un intervallo tra gli 0,8- ed 1,0 cm. 

L’obiettivo è di non paralizzare completamente i muscoli facciali sottostanti, ma solo di indebolire le fibre superficiali, che sono responsabili per le per le linee sottili e le rughe sul viso e sul collo.  

Queste iniezioni intradermali hanno come effetto desiderato quello di levigare e tonificare la pelle (a causa dell’atrofia indotta neurochimicamente delle ghiandole sebacee e sudorifere) , [4-8] e quello di diminuire il sottile effetto di trazione dei muscoli facciali ove questi sono collegati alla pelle. 

La ridotta quantità delle gocce aiuta a prevenire la diffusione indesiderata del farmaco nei muscoli più profondi, conservando così una maggiore funzione muscolare, utile per avere un aspetto più naturale.  

Questo è particolarmente utile nella fronte o nelle zone sotto gli occhi dove le tradizionali dosi di Botox spesso portano ad una fronte rigida ed immobile e a delle palpebre inferiori inanimate. 

 

La Storia del Microbotox 

La tecnica del Microbotox è stata sviluppata circa dal 1995, quando l’autore ha iniziato ad utilizzarla in risposta al modo in cui il Botox veniva tradizionalmente somministrato.  

Ai tempi si raccomandava di utilizzare una diluzione di 2.0-2.5 ml (la diluizione più comune) di salina ogni 100 unità di Botox. Venivano effettuate iniezioni di 2-4 unità di Botox (0.05-0,1 ml) sui muscoli bersaglio, come ad esempio i corrugatori, i depressori supercilii, il procero, gli orbicolari superiori, gli orbicolari laterali e i frontali.  

La paralisi di questi muscoli era solitamente completa e all’inizio era gratificante essere in grado di ottenere una fronte e delle sopracciglia lisce, compresa la regione laterale orbitale, con solo alcune gocce di un complesso proteico purificato.  

Tuttavia, dopo l’euforia per essere in grado di indurre la paralisi dei muscoli e di ridurre la comparsa di rughe periorbitali solo tramite semplici iniezioni, molti pazienti lamentavano una fronte congelata, rigida, con sopracciglia immobili ed un sorriso dall’aspetto innaturale e inanimato.  

Avrebbero voluto dei risultati più naturali e meno drammatici.  

Si inizia così a sperimentare: si riduce la dose, si aumenta la diluizione, si fanno iniezioni più diffuse o solo su alcuni muscoli specifici, in maniera limitata per perfezionare i risultati.  

Oltre 13 anni fa, l’autore descrive, in numerosi convegni scientifici le sue tecniche Botox di sollevamento di fronte e di sagomatura delle sopracciglia, con le tradizionali dosi di 2-4 unità (0,05-0,1 mL) per punto di iniezione e la tecnica Botox per il dimagrimento del viso, che riduce la larghezza della faccia tramite la diminuzione del volume e dell’attività dei muscoli massaggiatori e delle ghiandole parotidi. [9-11] 

Allo stesso tempo, osserva che, se il Botox veniva iniettato (piccole gocce, bassi dosaggi) nel derma o nell’area tra il derma e i muscoli facciali superficiali, l’aspetto delle rughe e delle linee fini diminuiva, mantenendo tuttavia un movimento sufficiente dei muscoli sottostanti, in modo da conferire un aspetto più naturale al viso nella zona dell’iniezione. 

In aggiunta, una fronte con una pelle dall’aspetto liscio e lucido, per merito della riduzione dell’attività delle ghiandole sudoripare e sebacee, era un notevole bonus estetico.  

Quest’ultimo era un effetto che si era già notato ogni volta che venivano effettuate iniezioni intramuscolari di Botox nella fronte, quando le gocce utilizzate erano cosi grandi che, inevitabilmente, parte del Botox si diffondeva nel derma procurando degli effetti intradermali involontari. 

L’obiettivo quindi del Microbotox è di inserire le piccole gocce di Botox il più superficialmente possibile, in maniera specificaper creare questo rilassamento superficiale dei muscoli, senza permettere allo stesso tempo una diffusione della tossina in tutto il muscolo, paralizzandolo completamente.  

Gli effetti sulle sopracciglia e sulla fronte sono assai incoraggianti, e tanti pazienti richiedono trattamenti di Microbotox per poter avere un’attenuazione delle fastidiose linee e delle rughe, mantenendo tuttavia un aspetto naturale. 

L’uso di Microbotox viene poi esteso alle linee sotto gli occhi, per diminuire l’untuosità della zona T del viso e delle guance, ed infine alla parte inferiore del viso e al collo. 


A proposito di Storia, potete leggere il nostro articolo dedicato alla Storia della tossina Botulinica, un’avvincente ed interessante avventura iniziata, pensate, dallo studio di “salsicce avvelenate”.

 

Il Microbotox per viso e collo

Le aree inferiori del viso e del collo, che traggono beneficio dalle iniezioni di Microbotox, sono definite come una zona delimitata da una linea parallela 3 dita sopra al confine più basso della mandibola, 1 dito dietro al muscolo depressore dell’angolo della bocca, e giù per tutto l’angolo cervicomentale, dal collo anteriore fino al lato superiore della clavicola e posteriormente fino al confine anteriore dello sternocleidomastoide. 

Questo corrisponde all’estensione anatomica del muscolo platisma, che parte dalla clavicola, per inserirsi assieme al sistema muscolare superficiale del viso.  

Le iniezioni vengono fatte solo al di fuori di questa area e dietro lo sternocleidomastoide, se ci sono linee del collo orizzontali che si estendono lateralmente o se ci sono delle forti bande di platisma laterali.  

L’obiettivo nella somministrazione di Microbotox in questa zona non è solo un miglioramento della pelle del collo come consistenza, levigatezza e colore, ma anche quello di ottenere una diminuzione dell’attività delle fibre superficiali del muscolo platisma, creando così un effetto “lifting” delle guance e delle mascelle, nonchè un migliore contorno cervicomentale. 

 

Per chi è indicato il Microbotox 

Il Microbotox per la parte inferiore del viso e il collo è una soluzione semplice, non chirurgica, ideale per il paziente che ricerca un miglioramento per una lieve lassità del collo e delle guance, per la pelle del collo screpolata dal tessuto duro, per le righe orizzontali del collo e le bande verticali, ma non desidera sottoporsi a un intervento chirurgico.  

Questi sono pazienti che stanno già ricevendo altri trattamenti non chirurgici per contrastare i segni dell’invecchiamento.  

Il Microbotox è particolarmente indicato quando compaiono i primi segni di invecchiamento del viso e del collo, ma che non possono giustificare l’invasività e l’estensione di un lifting chirurgico del viso.  

Può essere utilizzato in combinazione con altri dispositivi e terapie di rassodamento della pelle. 

I pazienti sono quindi informati che gli effetti non durano più di alcuni mesi e che la procedura deve essere ripetuta periodicamente per poter mantenere il risultato. La perdita di risultato non è quindi considerata un fallimento. 

 

Come lavora il muscolo Platisma

 

Considerando qualsiasi muscolo come una struttura tubolare tridimensionale con un volume definito, quando si contrae si accorcia e il diametro o la circonferenza del fascicolo aumentano.  

La contrazione verticale crea una forza laterale o rigonfiamento, su entrambi i lati del muscolo.   

Se solo un lato del muscolo cilindrico è paralizzato, allora quel lato non si contrarrà, ma l’altro lato sì ed eserciterà un’azione di trazione nella direzione opposta. 

Il muscolo platisma è un largo pannello di muscolo sottocutaneo appartenente a un gruppo di muscoli unici chiamato ‘pannicolo carnoso’ . 

Questi muscoli si appoggiano giusto sotto il pannicolo adiposo.  

Altri muscoli che appartengono a questo gruppo sono i palmari brevi nella mano, il muscolo dartos nello scroto ed il muscolo corrugatore cutis ani.  

Nel caso del muscolo platisma, quando si contrae, accorcia la distanza tra il tra il mento e la clavicola con una smussatura dell’angolo cervicale.  

Questo può essere facilmente osservato contraendo il muscolo. 

Indebolire le fibre superficiali del muscolo platisma tramite iniezioni di Microbotox riduce l’evidenza delle righe orizzontali del collo e delle fasce verticali, mentre nel muscolo più profondo le fibre continuano a funzionare e a esercitare la loro funzione di tirare il muscolo verso l’interno e verso l’alto, creando una più aderente apposizione del platisma alla sottostante struttura del collo.  

Questo crea un angolo cervicomentale più definito e un effetto di sollevamento di guance e mascella.  

Questo meccanismo d’azione è chiamato “effetto platisma”.  

La levigatezza della pelle del collo dovuta agli effetti intradermici, come già descritto, completa il risultato di ottenere un aspetto migliore nella parte inferiore del viso e del collo. 

 

Come si prepara il Microbotox

 

Per la maggior parte delle zone del viso, come la glabellare, le zampe di gallina, la fronte e le regioni infraorbitali, la concentrazione di Microbotox utilizzata è di 20 unità in 1 ml di soluzione.  

Questo equivale a ricostituire una bottiglia di Botox con 5,0 ml di soluzione fisiologica e poi prelevando direttamente 1 ml della soluzione nella siringa. Tuttavia, è più conveniente usare Botox da una bottiglia di 100 unità che è stata ricostituita con 2,5 mL di soluzione fisiologica (diluizione standard). 

Un’ulteriore diluizione di Microbotox viene quindi eseguita nella siringa. Ciò consente alla fialetta di Botox standard di essere mantenuta concentrata, per l’eventuale necessità di fare iniezioni masseteriche o per somministrare Botox nei punti chiave del viso.  

Questo riduce la probabilità di erogare un volume di goccioline troppo grande, che potrebbero diffondersi fuori dalla zona target e creare effetti indesiderati.  

Consente, inoltre, di variare la concentrazione di Microbotox a seconda delle necessità. Nei pazienti con collo sottile, è sufficiente una diluizione di 20 unità per ml di soluzione. Nei pazienti con colli visibilmente più spessi o con un collo con profonde linee orizzontali, dà risultati migliori una concentrazione di 28 unità per ml di soluzione. 

Per preparare la soluzione di Microbotox, 0,5 mL (20 unità) vengono aspirati in una siringa da 1ml, da un flacone standard. Altri 0,5 ml di lidocaina (0,5%), con o senza adrenalina, vengono quindi prelevati nella siringa per aumentare il volume di 1 ml. 

Questo dà una concentrazione di 20 unità di Botox per ml. Se sono necessarie 28 unità, allora 0,7 ml (28 unità) viene prelevato da una fialetta standard e poi rabboccato con altri 0,3 ml di lidocaina (0,5%). 

La siringa è quindi pronta per l’iniezione utilizzando un ago da 30 o 32 G con il bisello rivolto verso il basso. 

 

La Tecnica del Microbotox

 

Nella tecnica dedicata alla parte inferiore del viso e del collo, come precedentemente descritto, vengono utilizzate 3 siringhe di 20 unità per ml di Microbotox, per coprire l’intera area. Per colli più estesi, vengono utilizzate 3 siringhe da 28 unità per ml di Microbotox. Con una buona tecnica di iniezione, a volte vengono utilizzate solo 2 siringhe. Questo dipende dall’abilità dell’iniettore e dall’accuratezza dell’erogazione della goccia di dimensione corretta nel derma.  

Abbastanza spesso, capita una fuoriuscita di goccioline, a causa di una tecnica scadente o del fatto che il Microbotox venga somministrato troppo in profondità e troppo concentrato in un unico punto.  

È importante assicurarsi che non siano presenti bolle d’aria nella siringa, in quanto ciò pregiudicherà l’iniezione delle goccioline. 

Il paziente viene prima preparato con uno strato di Elamax (5%) (Ela-Max5; Laboratori Ferndale, Inc., Ferndale, MI) sull’area da iniettare. 

Dopo 20 minuti, questo viene accuratamente lavato via. 

Il paziente viene quindi posto con il collo in una posizione semi-reclinato, di modo che sia inarcato verso l’alto per rendere la pelle tesa. La pressione aggiuntiva delle dita aiuta a mantenere questa tensione durante l’applicazione delle iniezioni.  

La tecnica di iniezione è importante. È utile esercitarsi a rilasciare queste micro goccioline nel modo corretto.  

Bisogna fare attenzione a far penetrare l’ago nella pelle il più superficialmente possibile. Si dovrebbe avvertire una resistenza alla pressione dello stantuffo, e si dovrebbe vedere una macchia sulla pelle sbiancata. Questo indica una buona profondità di iniezione.  

Se la soluzione si inietta facilmente, probabilmente l’ago è stato inserito troppo profondamente ed è subdermico o intramuscolare. 

Nonostante siano state somministrate oltre 200 iniezioni, i pazienti sono a loro agio e tollerano la procedura e ritornano volontariamente per ripetere i trattamenti. Ciò è in gran parte dovuto alla lidocaina che è stata miscelata nella soluzione di Microbotox. 

La puntura iniziale può essere dolorosa, ma entro 1 o 2 secondi, il punto di iniezione diventa anestetizzato e i pazienti non sono più disturbati dalle restanti iniezioni.  

Alla fine della procedura, i pazienti non avvertono alcun dolore. 

Come indicatore generale di competenza e di confidenza con la tecnica, un medico dovrebbe essere in grado di erogare tra 100 e 120 iniezioni con ogni siringa da 1ml di soluzione di Microbotox.  

 

I Risultati del Microbotox 

  • L’angolo cervicomentale e la mascella appaiono più affilati e le guance sembrano sollevate, così il platisma può aderire meglio alla forma del collo sottostante.  
  • Le fasce per il collo sono ridotte e la pelle appare più liscia e compatta.  
  • Increspature e pieghe della pelle causate dalla contrazione del platisma in pazienti di mezza età o più anziani, sono significativamente attenuate, dando l’aspetto di un collo più liscio e di una pelle più sana.  

I pazienti esprimono un sentimento di soddisfazione per il nuovo aspetto del collo e della mascella. 

Questo è utile nei pazienti che hanno subito riduzione della ghiandola masseterica e/o ingrossamento delle ghiandole parotidi, dove l’involucro cutaneo sovrastante può attraversare un periodo di lassità cutanea e un cedimento visibile.  

Il Microbotox aiuta a compattare la pelle grazie all’atrofia indotta delle ghiandole sudoripare e sebacee, e anche dirigendo la forza di attrazione del platisma verso l’angolo cervicomentale. 

Il miglioramento, dopo una sessione di Microbotox, in genere dura 3-4 mesi e in alcuni casi fino a 6 mesi. 

Dal 2000, quando la tecnica è stata sviluppata, l’autore ha trattato oltre 2000 pazienti con Microbotox. I pazienti trattati il primo anno non sono stati chiaramente documentati; ma successivamente, 1867 di questi pazienti sono stati registrati e documentati.  

Questi pazienti hanno ricevuto il Microbotox in varie parti del viso (fronte, glabellare, zampe di gallina, infraorbitale e guance) e del collo, e la maggior parte di questi pazienti ha ricevuto il trattamento come descritto in questo articolo.  

A molti pazienti è stato somministrato Microbotox in più regioni contemporaneamente, aumentando così il numero totale di procedure documentate. 

 

Effetti Collaterali del Microbotox

 

La maggior parte delle complicazioni sono nate da errori con la dimensione delle gocce e la profondità di iniezione.  

Se le iniezioni vengono effettuate per via subdermica e la dimensione delle gocce è maggiore di quella raccomandata, il Microbotox si diffonderà nello spessore del muscolo sottostante, creando totale paralisi, invece che un mero indebolimento muscolare superficiale. 

Allo stesso modo, se la goccia è stata correttamente inoculata per via intradermica, ma è troppo grande, si diffonderà più profondamente nel muscolo sottostante. 

Quando questo accade, i pazienti lamentano una fronte rigida e inamovibile, oppure una debolezza dello sternocleidomastoideo e del muscolo depressore dell’angolo della bocca. 

Asimmetria e un sorriso sbilenco sono stati osservati in alcuni pazienti.  

Queste complicazioni regrediscono spontaneamente entro 2-3 settimane.  

Non ci sono stati casi di disfonia, difficoltà di deglutizione o secchezza delle fauci. 

 

Approfondimenti e Studi sulla Tecnica

 

La tecnica del Microbotox è facile da imparare e amministrare 

In alcune occasioni, l’autore ha impiegato la tecnica Microbotox utilizzando incobotulinumtoxinA (XEOMIN; Merz Pharmaceuticals, Greensboro, NC) e la tossina botulinica di tipo A prodotti in Cina (CBTX-A; Lanzhou Biological Products Institute, Lanzhaou, Cina) e Corea (Medytox, Seoul, Corea del Sud).  

I protocolli di diluizione e gli effetti di questi prodotti sono stati osservati essere simili a quelli di onabotulinumtoxinA. 

L’autore ha anche provato la tecnica usando abobotulinumtoxinA (Dysport; Ipsen SA, Parigi, Francia), ma era più difficile prevedere il risultato.  

In alcuni casi utilizzando l’abobotulinumtoxinA, la paralisi muscolare era troppo profonda. In altri casi, l’effetto è stato insufficiente.  

Questo potrebbe essere dovuto alla mancanza di un rapporto di dose fisso tra Dysport e Botox.  

Tuttavia, la familiarità con i vari gradi di diluizione di queste diverse tossine e un’attenta osservazione e documentazione dei loro risultati dovrebbero portare a comportamenti più prevedibili e consentire a questa tecnica di “microtossina” di essere impiegata utilizzando una qualsiasi delle tossine prontamente disponibili. 

Nella preparazione della soluzione Microbotox, l’uso della lidocaina è stato utile per diminuire la sensazione persistente di dolore e indolenzimento dopo ogni iniezione.  

Considerando che una tipica sessione di trattamento della parte inferiore del viso e del collo potrebbe richiedere oltre 200 iniezioni, non è insignificante un aiuto in questo senso.  

Elamax (5%) può essere utilizzato anche per diminuire la sensazione di dolore, ma nell’esperienza, i pazienti beneficiano maggiormente dell’aggiunta di lidocaina alla soluzione finale. Vale a dire che pazienti che hanno avuto solo Elamax prima delle iniezioni di Microbotox, senza lidocaina, hanno lamentato un maggiore disagio intraprocedurale e post-iniezione, di quelli che non hanno avuto Elamax ma invece la soluzione di Microbotox contenente lidocaina. 

Anche se potrebbero esserci alcune preoccupazioni che la lidocaina possa diminuire l’effetto completo o la durata della tossina, l’autore non ha notato nulla di tutto ciò.  

Qualsiasi flacone standard Botox mescolato con lidocaina è utilizzato nell’arco di poche ore. 

La lidocaina può essere utilizzata nel Microbotox con l’adrenalina, ma i pazienti subiscono più punture al momento dell’iniezione. Questa soluzione lascia anche più punti di iniezioni, utile per scopi didattici, ma ai pazienti non piace questo aspetto screziato temporaneo.  

Nella pratica clinica, si preferisce l’uso della semplice lidocaina. 

Il Microbotox si è rivelato un utile coadiuvante nei pazienti sottoposti a iniezioni di Botox per diminuire la larghezza facciale inferiore. Questi pazienti spesso hanno sperimentato un temporaneo ottundimento della mascella durante il primo mese dopo l’inizio del trattamento. Ciò può essere dovuto all’incapacità dell’involucro della pelle sovrastante di mantenere il ritmo e contrarsi con la stessa rapidità con cui i masseteri/parotidi si stanno devolumizzando. 

Il Microbotox della parte inferiore del viso e del collo è stato utilizzato anche in pazienti sottoposti a trattamenti rassodanti per la pelle con dispositivi di erogazione di calore. 

 

Conclusioni

 

Il Microbotox della parte inferiore del viso e del collo è un utile coadiuvante non chirurgico per migliorare il collo e il contorno della mascella e per potenziare la consistenza, il colorito e la lucentezza della pelle del collo, le linee orizzontali e le bande verticali.  

Può essere utilizzato in combinazione con altri dispositivi di rafforzamento della pelle e l’uso di filler.  

È  particolarmente utile nei pazienti che contemporaneamente si sottopongono al dimagrimento facciale di Botox (riduzione delle ghiandole masseterica e parotidee). 

 

Articolo tradotto da:  

Plastic and Reconstructive Surgery • Microbotox of the Lower Face and Neck •November Supplement 2015[Text Wrapping Break]Volume 136, Number 5S  

 

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