Psicologia del cambiamento

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Durata di lettura: 4 minuti 

 

 

Perché il cambiamento fa paura e come affrontarlo

 
Avete mai desiderato ardentemente di cambiare qualcosa nella vostra vita?
Provate a pensare a come vi siete sentiti quando vi è successo, alle emozioni contrastanti che avete provato, a come vi sentivate inizialmente, durante e alla fine. Le emozioni che si provano sono diverse da persona a persona, ma di certo per tutti vi è un altalenare di sensazioni e pensieri contrastanti. 
 

Che si tratti di cambiare vita, aspetto fisico, lavoro, amore, casa, il cambiamento implica sempre uno stravolgimento, una scelta, spesso una rinuncia che porta in sé la speranza di un miglioramento nella propria vita.Nonostante ciò, il cambiamento mette paura!

Questo avviene anche quando il desiderio di cambiare è molto forte, perché anche dietro la più grande motivazione si cela un senso di incertezza dato da tutte quelle infinite variabili che non possiamo controllare.

Questo è ancora più vero quando si parla di cambiamento psicologico, poiché implica qualcosa che ha a che fare con il profondo, che comporta un lavoro su sé stessi e un’analisi sincera delle proprie motivazioni, degli schemi utilizzati e dei bisogni più intimi.

Così per molti affrontare questo tipo di cambiamento diventa qualcosa da evitare, magari per non incorrere in situazioni dalle quali potrebbe essere difficile tornare indietro una volta intrapreso un reale percorso.

Eppure, il cambiamento può indurre stati di consapevolezza così autentici e concreti da poter trasformare radicalmente la nostra vita.

 

Perché si ha paura di cambiare?

 
Se analizziamo il termine “Cambiamento” e i suoi sinonimi, potremmo già intuire risposta a questa domanda.
Infatti, secondo l’enciclopedia Treccani, “Cambiamento” è sinonimo di “Rivoluzione”, svolta, trasformazione, mutazione, conversione”, che solo leggerli in fila fa venire ansia, ma anche un pò di eccitazione.

Quando cambiamo ci sentiamo destabilizzati, perché cambiare significa lasciare una partita che porta in sé il 50% di possibilità di riuscita ed il 50% di possibilità di sconfitta. E come tutte le scommesse non possiamo non esserne stuzzicati e attratti.

Molto spesso però la paura del cambiamento prende così tanto il sopravvento che oltre il desiderio, la logica, la sofferenza, la razionalità, non riusciamo a fare quel passo decisivo. Forse ci siamo anche andati tanto tanto vicini, ma poi abbiamo lasciato che quel treno passasse.

Il senso di frustrazione derivante può essere così alto che spesso si traduce in rimpianto, che ci portiamo dietro per tutta la vita.

Al contrario, forse, siamo stati così irrazionali e istintivi da aver deciso per quel cambiamento con troppa fretta e poca consapevolezza…il risultato non è molto diverso anche in questo caso. Le conseguenze di una scelta affrettata possono essere devastanti e farci piombare in uno stato di insoddisfazione e frustrazione perenne. 

Non dobbiamo comunque dimenticare che l’essere umano ha innata in sé la capacità istintuale di mutare, evolversi, migliorare. Quando questo avviene acquisiamo consapevolezza del nostro potenziale, delle nostre capacità, e questo procura sempre una sensazione di smarrimento, del tutto naturale.

Il nostro cervello è dunque “progettato” per cambiare e farci desiderare il cambiamento, dunque, non ci resta che accettare questo come un dato di fatto e fare del nostro meglio per essere pronti e determinati nell’affrontarlo.

Insomma, attuare un cambiamento è davvero difficile!

D’altra parte, per migliorare la propria vita, serve correre il rischio di abbandonare quelli che potrebbero essere dei punti fermi, delle certezze, delle sicurezze…forse proprio quelle che ci hanno portato a vivere una routine che ora vogliamo modificare. Anche essere consapevoli di questo bisogno non è sempre semplice se non abbiamo allenato la nostra capacità di ascoltarci. Il rischio è quello di restare insabbiati in una comfort-zone mortale.

Il discorso non è diverso per i cambiamenti estetici e di look, attraverso i quali il nostro cambiamento può essere più immediato e immediatamente tangibile, ai nostri occhi e anche agli occhi degli altri.

Tutti abbiamo provato almeno una volta nella vita a fare un cambio di look, e molti di noi continuano a cercare il coraggio di farlo da una vita! Ma proprio perché più rapidi ed accessibili, questi tipi di cambiamento sono da valutare attentamente. I cambiamenti fisici hanno a che fare con la nostra percezione, che è altamente mutevole, e rende dunque le nostre scelte più soggette a ripensamenti.

 

Le implicazioni del cambiamento

 
Che sia razionale o meno, che porti al successo o all’insuccesso, il cambiamento ha il potere di influenzare tutte le nostre scelte future. Ad ogni cambiamento la nostra vita muta, si trasforma e intraprende nuove strade, influenzate da quelle percorse precedentemente.Il cambiamento, dunque, va sempre pari passo con la crescita, e poiché tutti noi cresciamo ed evolviamo, il cambiamento è parte integrante del nostro essere. Rappresentativo e dal forte potere emotivo è il film “Sliding Doors”, nel quale possiamo osservare come piccole coincidenze, casualità e scelte ci portano continuamente a cambiamenti che stravolgono la nostra esigenza. Il cambiamento, dunque, crea in tutti noi stati di ansia e preoccupazione. Ma moltissimi cambiamenti sono positivi e, se affrontati con consapevolezza, possono rendere la nostra vita migliore.
  
 

Come affrontare il cambiamento

 

La prima cosa necessaria da fare è affrontare il cambiamento essendo disposti a lasciare andare (sinonimi di lasciare sono allontanarsi, non portare con sé). Questo implica buttarsi alle spalle qualcosa per “ricominciare”, senza rimpianti, per non essere sopraffatti da sensazioni come malinconia, rabbia, paura o vuoto. Un altro fattore importante per compiere dei cambiamenti consapevolmente è di lavorare sulla propria autostima, la quale aumenta la fiducia in sé stessi, la capacità di scegliere e valutare, diminuendo la paura del fallimento.

Questo è un punto fondamentale! Nel momento in cui affrontiamo un cambiamento, il livello di autostima è fondamentale per affrontarlo al meglio, per diminuire la possibilità di fallimento e soprattutto per concederci la meravigliosa sensazione di sentirsi liberi di scegliere e di agire. 

Altra competenza importantissima, che può essere allenata e potenziata, è l’auto-efficacia o Self-efficacy, quell’abilità che ci fa sentire fiduciosi delle nostre capacità e potenzialità, e che ci permette di mantenere il controllo sugli eventi. Citando le parole di Albert Bandura, psicologo sociale e dello sviluppo, “l’auto-efficacia corrisponde alla consapevolezza di essere capace di dominare specifiche attività, situazioni e aspetti del proprio funzionamento psicologico e sociale”…non è poco!

Quando il desiderio di cambiamento fallisce

 
Ma allora perché, nonostante questa spinta vitale al cambiamento, ci capita di esserne totalmente terrorizzati, al punto di precluderci a volte un miglioramento della qualità di vita e di benessere? Perché in alcuni casi finiamo addirittura per auto-sabotarci, restando intrappolati in schemi disfunzionali?

Negli anni tantissimi studiosi se ne sono occupati, arrivando a formulare “teorie del Cambiamento”.

Tra queste, due sono per me estremamente interessanti, e trovano una stretta correlazione tra l’esigenza di cambiamento e la necessità di acquisire consapevolezza di sé per poterle affrontare nel migliore dei modi, aumentando le possibilità di efficacia e riuscita. Mi riferisco nello specifico al “Modello TransTeorico del Cambiamento” di Prochaska e Diclemente e dell’ “Emotional Cycle of Change”.

Se vuoi approfondire l’argomento relativo alla Consapevolezza, cos’è e in che modo svilupparla leggi l’articolo https://navidb9.sg-host.com/come-aumentare-la-consapevolezza/

Se invece vuoi scoprire quali sono alcune delle teorie più interessanti sul cambiamento, cosa succede quando decidiamo di non assecondarlo, e perché questo avviene, segui i prossimi articoli.

Dott.ssa Lucia Montalto 

Psicologa ad Indirizzo Clinico e della Salute